07 novembre 2014

COME HO IMPARATO, A TRE ANNI, COME NASCONO I BAMBINI?

Uno dei miei libri d'infanzia che adoro tutt'oggi è:
'Lo sai come nascono i bambini?'di Grethe Fagerstrom e Gunilla Hansson, pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore, nel lontano 1983.
Era quasi natale e questo era il mio primo libro che non conteneva fiabe classiche.


Sono molto affezionata a questo libro, perchè è il primo libro che ho potuto leggere e rileggere da sola (grazie alle frasi brevi tipiche del fumetto) e anche perchè non mi ha mai mentito, a dispetto di quegli adulti imbarazzati che raggiravano la realtà con api mielose, cicogne postine e campi di cavoli..
Chi è appassionato di letteratura per ragazzi, sa bene come sia difficile rendere semplice il parlare di argomenti che gli adulti percepiscono come imbarazzanti. La famiglia protagonista della storia ci viene presentata così, in un giorno normale, durante la routine quotidiana. Una famiglia con dinamiche vere, non una famiglia edulcorata alla "Mulino Bianco". Una famiglia in cui il papà lava i piatti: sembra un dettaglio irrilevante, in realtà gli autori ci stanno dicendo che il rapporto tra uomo e donna è paritario! (magari di questo argomento ne parleremo più avanti, quando parlerò di un libro che tratta questo tipo di dinamiche sociali)


I fratelli Lucia e Gianni, dopo aver appreso dai genitori che arriverà un altro bambino in famiglia, cominciano a immaginare come sarà il nuovo arrivato e quali cambiamenti subirà l'assetto famigliare. (la scelta stilistica degli autori -guardate il riquadro a pedice pagina 09- inserisce nel testo delle domande rivolte ai giovani lettori, per suscitare una opinione e come spunto di dialogo con i genitori)


I genitori partono dalla conformazione del corpo maschile e femminile, per spiegare ai figli come si fa un bambino.


La prima edizione del libro (straniera) è datata 1977.
Immaginate quale scalpore questa pubblicazione potesse aver fatto? Io lo portai un giorno a scuola, in prima elementare e la maestra (anziana quasi alla pensione) me lo sequestrò eticchettandolo ai limiti della pornografia. Scoppiai in lacrime, non riuscivo a capire cosa avevo fatto di sbagliato e perchè ero stata tanto mortificata. Mio papà chiese prontamente un colloquio con la maestra e si fece ridare il libro! Le avevo suscitato grosso imbarazzo, probabilmente perchè in quanto alla riproduzione umana, il mio libro la additava come bugiarda! In effetti l'unica cosa che ho mai visto nascere dai cavoli sono i bamboli del campo incantato (Cabbage Patch Kids creati nel 1978). Tutt'oggi c'è qualcuno che vorrebbe censurare alcuni libri moderni.. come "Piselli e farfalline" di V.Facchini o "Nei panni di Zaff" di M.Salvi (ma anche questi libri li vedremo più avanti)


Nel libro viene spiegata con precisione la riproduzione e la formazione del feto.



Le informazioni scientifiche vengono dosate con maestria e intercalate da scene quotidiane e divertenti:


Quando alla mamma arrivano le doglie in piena notte, i bambini vengono affidati ai vicini di casa (dove verrà affrontato con leggerezza -ma non con superficialità- l'argomento dell'adozione)


Il momento del parto descrive che cosa succede in ospedale, (l'entrata in scena dell'infermiere vuole rompere con delicatezza lo schema sociale che arbitrava i lavori in categorie prettamente maschili o femminili):


Una scena del libro mi piace moltissimo, per la ridondanza emozionale che mi suscita (ho sempre adorato guardare le vecchie foto di famiglia con i parenti, è il momento in cui riaffiorano dolci ricordi, marachelle e chicche di famiglia):


Uno dei primi modi di apprendere dei bambini è il gioco-emulazione. Ancora non mi capacito di quanti tasselli siano riuscite a mettere insieme le autrici rendendo il tutto così vero, così naturale. Ci vuole una buona conoscenza delle fasi di sviluppo del bambino (quando si scrive o si illustra un libro per ragazzi bisogna sempre sapere l'età dei personaggi e del lettore e assegnare loro le giuste capacità psico-motorie, sembra una cosa scontata ma in realtà metterla in pratica è difficile)


Un neonato porta in famiglia, oltre alla gioia della sua venuta al mondo, la stanchezza che deriva dal doverlo accudire giorno e notte. Dopo lo stupore che provano i bambini più grandi nel vederlo, il neonato, suscita in loro qualche inevitabile piccola invidia..


Quando arriva un neonato secondogenito, molto spesso subentra anche una inziale "delusione" del fratello/sorella maggiore (dovuta a un'aspettativa creatasi a causa di esclamazioni degli adulti a carico del nascituro del tipo "giocherete insieme!" non seguite da approfondite delucidazioni del caso) perchè il nuovo arrivato in realtà non è in grado di giocare e interagire come i primogeniti spesso si aspettano.


Se questo libro vi è piaciuto, spero mi lascerete un commento, grazie!







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